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Parrocchia Maria Immacolata
Avvisi parrocchiali PDF Stampa E-mail
Scritto da don francesco   

Avvisi in parrocchia

Orario S.te Messe

sabato e vigilia di feste: San Luca, ore 16; - Immacolata, ore 18.

domenica e feste : San Luca, ore 9 – Immacolata, ore 10,30- ore 18,00

giorni feriali: Maria Immacolata, ore 18,30

Avvisi in parrocchia del 20 maggio 2018

  • S. Rosario nel mese di Maggio:  Maria Immacolata, ore 18 (segue S. Messa) –  San Luca ore 21
    • Venerdì 18 maggio, ore 21 a MARIA IMMACOLATA: VEGLIA di PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO
    • Sabato 19 maggio,  Ore 21: Veglia di Preghiera in BATTISTERO  con tutte le parrocchie della città
  • DOMENICA 20 MAGGIO: FESTA DELLA COMUNITA’-

Appuntamento alla  S. MESSA alle ore  10,30

SEGUE BUFFET PER STARE INSIEME ( preparato con la collaborazione di tutti)

  • Martedì 22 maggio, ore 14,30: Pellegrinaggio parrocchiale al Santuario di Fontanellato
  • Mercoledì 30 maggio, ore 21 : Conclusione del Mese di Maggio presso le Saveriane (V. Sidoli)

SASSO e GREST

Incontro GENITORI: LUNEDì 28 MAGGIO:

Grest  ore 18,30   -   -Sasso  ore 19.

Esperienze estive parrocchiali 2018

GREST:

1. SETTIMANA: 11 al 15 giugno (lunedì-venerdì)

2. SETTIMANA: 18 al 22 giugno ( “ “ “)

3. SETTIMANA: 25 al 29 giugno (“ “ “ )

B) SASSO:

*3°-4° elementare: da Domenica 10 giugno a sabato 16 giugno

* 5° elementare e 1° media: da Domenica 17 a sabato 23 giugno

*2° Media: da Domenica 25 giugno a sabato 30 giugno

 

  1. * 3° Media - 5° Superiore - Brusson in val d’Ayas (Val d’Aosta) – da Sabato 14 a sabato 21 luglio 2018

*= Le ISCRIZIONI sono aperte da martedì 3 aprile

In SEGRETERIA:

- FINO AL 13 MAGGIO – i fanciulli della Parrocchia

- Dal 14 maggio : iscrizioni ai fanciulli extraparrocchia.

 

Per chi desidera contribuire alle necessità economiche della nostra Comunità:

Mutuo decennale: 2013 - 2023- rata trimestrale  17° su 40

  • lavori eseguiti di rifacimento della rete metallica nei campi calcetto
  • Lavori nella Casa estiva di Pieve di Sasso
  • Forme di contribuzione: -
    • o offerte in parrocchia: , oppure Versamenti con bonifico bancario: intestato a: Parrocchia Maria  Immacolata:
    • IBAN: IT07W0623012783000035243072

 

 
Sfide educative per genitori di figli 2.0 secondo incontro PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Arneodo   

Nel mese di marzo si è svolto presso il salone dell’oratorio di Maria Immacolata, che ha registrato il “tutto esaurito”, una interessante incontro tenuto dal nostro parrocchiano dott. Alessandro Volta pediatra, direttore del Programma materno-infantile dell’AUSL di Reggio Emilia, autore di numerose pubblicazioni sulla genitorialità, padre e, da pochi mesi, nonno.

La relazione del dott. Volta si è svolta in tre fasi: nella prima, adottando un taglio divulgativo e comprensibile anche ai “non addetti ai lavori”, il relatore ha esposto le più recenti acquisizioni scientifiche nell’ambito delle neuroscienze riguardo al funzionamento della mente dell’preadolescente e dell’adolescente.

Nella seconda parte, forte della propria esperienza di genitore e di capo scout, ha suggerito alcune importanti piste educative per favorire il miglior sviluppo cognitivo ed emozionale dei nostri ragazzi.

Nella terza, ed ultima fase, vi è stato un proficuo confronto tra l’uditorio e il relatore con richieste di approfondimento di alcune delle tematiche trattate.

Il dott. Volta ha esordito evidenziando come la mente dell’adolescente sia caratterizzata dalla presenza (nei nuclei arcaici interni) di un rilascio in quantità molto rilevanti di un particolare neurotrasmettitore: la dopamina. Tale sostanza modula comportamento, umore, memoria, attenzione e sonno. Regola inoltre i circuiti della motivazione, del piacere e della ricompensa. Nell’adolescente è presente una asincronia maturativa tra la parte del cervello (nuclei arcaici interni) che regola tali circuiti e quello che regola la “competenza sociale” (corteccia prefrontale). Ne deriva una predisposizione “biologica” nell’adolescente a sottovalutare i rischi e a sopravalutare i vantaggi, oltre che una maggiore visione parziale e di contesto ed una minore visione prospettica e di insieme. Pertanto si riscontra nell’adolescente una maggiore difficoltà a considerare le conseguenze delle proprie azioni e a porsi dei limiti. Tale situazione è stata efficacemente sintetizzata dal dott. Volta con l’affermazione che il cervello dell’adolescente (e del preadolescente) ha: “la potenza di una Ferrari ma l’impianto frenante di una Cinquecento”.

 

In questa età dunque è molto importante favorire negli adolescenti lo sviluppo della “corteccia frontale” e di non sovrastimolare la parte dei nuclei arcaici interni, onde ottenere una crescita equilibrata dei nostri ragazzi. L’uso di smartphone e di strumenti informatici sollecita notevolmente la parte dei nuclei arcaici interni e la secrezione di dopamina, mentre non favorisce lo sviluppo della corteccia prefrontale. Il dott. Volta ha dunque fornito le seguenti indicazioni sull’utilizzo di tali strumenti per fasce di età:

 

0-3 anni: dannoso

4-5 anni: inutile

6-9 anni: uso del PC con la presenza di un adulto

10-11 anni: uso autonomo del pc con regole

Oltre i 12 anni: uso di smartphone/tablet

Oltre i 14 anni: uso di social network con regole.

Nella seconda parte della propria relazione il dott. Volta ha sottolineato come la fase della preadolescenza (11-13 anni) sia caratterizzata da parte dei giovani dalla ricerca di senso: Chi sono? Dove devo andare?. Si ha in questa età una rimodulazione identitaria (anche corporea), una ridefinizione delle rappresentazioni mentali di sé e degli altri (specie i genitori). I ragazzi/e devono inoltre gestire nuove emozioni e pulsioni, nonché nuove prove di intersoggettività (la vita sociale e relazionale si espande sempre di più).

In questa fase di mutamenti corporei, relazionali, di uscita da sé e dalla cerchia famigliare, i ragazzi (anche se non le chiedono) vogliono rassicurazioni da parte dei propri genitori, indicazioni su di sé e su come affrontare la vita, rifiutano i “modelli astratti messi su un piedistallo” ma sono attenti ai testimoni. Ecco l’importanza che i genitori abbiano comportamenti coerenti ed educanti: i figli a questa età magari ascoltano poco i genitori ma li osservano molto.

A questa età è molto importante consentire ai ragazzi di fare esperienze di gruppo concrete, creative, emozionanti, che inducano a fare scelte e prendere decisioni in autonomia «(auto)educare al senso di realtà». Alcuni strumenti importanti a tal fine sono stati individuati dal relatore nella musica (ascoltata e prodotta), nella attività fisica e sportiva (di gruppo), nel contatto con la natura.

Il dott. Volta ha sottolineato l’estrema necessità di mantenere contatti comunicativi con i propri figli: sempre e con qualunque mezzo, parlare a loro e cercare un’interazione, dicendo quello che pensiamo anche sui loro comportamenti, senza mai dare giudizi sulla persona ma eventualmente sui fatti. Importante è anche evitare ricatti e ritorsioni. Il relatore ha sottolineato che più della punizione ha efficacia a questa età il rinforzo positivo (sottolineare la positività di quello che il ragazzo ha fatto), ciò favorisce la costruzione dell’identità e permette di educare al valore. Molto importante è che il ragazzo si renda conto che “Le regole sono uno strumento e non un fine”.

Il dott. Volta ha indicato che per ottenere uno sviluppo equilibrato dei nostri figli è necessario fare particolare attenzione a che possano coltivare relazioni con i propri pari favorendo la loro socializzazione (gruppi sportivi, parrocchiali, ecc). Il relatore ha però sottolineato come sia fondamentale anche per i genitori non essere “soli” nell’educazione dei figli e dunque l’importanza di avere la possibilità di confrontarsi, anche in maniera “informale”, con amici aventi figli di pari età per condividere idee, difficoltà; ciò perché, come evidenziato del relatore, per sopravvivere nella «società liquida» sia noi adulti che gli adolescenti abbiamo bisogno di relazioni stabili, coerenti e rassicuranti.

Il dott. Volta ha concluso il proprio intervento citando il seguente pensiero del pedagogista francese Meireu: “Quello che oggi abbiamo capito meglio è che non si può crescere al posto di qualcun altro. Si può, si deve, essere presenti, fare il possibile per aiutarlo. E’ il principio di educabilità…Ma bisogna rispettare che sia l’altro a decidere, alla fine, del suo destino e dei suoi apprendimenti: è il principio di libertà. Il principio di libertà è indissociabile dal principio di educabilità. Senza rispetto della libertà l’educabilità diventa addestramento. Senza educabilità il rispetto della libertà si trasforma in fatalismo”.

 
Sfide educative per genitori di figli 2.0 PDF Stampa E-mail
Scritto da Diego Arneodo   

Venerdì 2 febbraio presso la Parrocchia Maria Immacolata circa 400 persone (genitori, nonni, insegnanti, educatori) hanno assistito alla relazione svolta dal dott. Alberto Pellai (medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore presso l’Università degli studi di Milano, padre di quattro figli, autore di numerosi libri di successo alcuni dei quali pubblicati anche all’estero) dal titolo Sfide educative per genitori di figli 2.0 – Crescere figli in un mondo che accelera tutto.

Il dott. Pellai nel proprio intervento, fondato su una sapiente sintesi tra gli studi medici svolti, la propria esperienza di psicoterapeuta e quella di padre, ha presentato all’attento uditorio le proprie idee-guida sull’educazione dei ragazzi in preadolescenza.

In apertura, partendo dai casi incontrati nella propria attività, il Pellai “psicoterapeuta” ha sottolineato come la stragrande maggioranza di richieste di aiuto allo specialista in preadolescenza originano attualmente da problematiche nate dalla vita on line dei ragazzi (cyberbullismo, sexiting). Altro dato inquietante è che oggi il primo smartphone viene ricevuto a nove anni di età (sino a dieci anni fa il primo telefono cellulare veniva dato a 14 anni). Il dott. Pelli ha inoltre sottolineato come non solo si sia precocizzata la consegna di tale strumento ma che, troppo spesso, non viene pensato dai genitori, in tale momento, un progetto educativo sull’oggetto. Il figlio deve invece sapere che dietro quell’oggetto c’è un pensiero educativo da parte di mamma e papà.

Ripercorrendo, poi, le ultime acquisizioni delle neuroscienze relative alle ragazze e ai ragazzi preadolescenti (11-14) il Pellai “medico” ha evidenziato come a questa età il cervello dei ragazzi sia ancora in corso di formazione e maturazione, in particolare quella parte del cervello che gestisce la razionalità (lobi frontali), mentre la parte del cervello emozionale è già molto evoluta, per questo il ragazzo ha fisiologicamente una incapacità di gestire le emozioni e di autolimitarsi.

Nella nostra mente abbiamo una parte emotiva (la parte che “sente”, che vive delle emozioni, che sta bene nel divertirsi, nel percepire sensazioni forti, nel giocare facile). Vi è poi il cervello cognitivo (quello del ragionamento, dello studio, del lavoro, quello che sta attento, che risolve i problemi).

Da quindici anni a questa parte i neuroscienziati hanno scoperto (prima non lo si sapeva) che durante la preadolescenza accade nel cervello una rivoluzione incredibile: il cervello emotivo, infatti, fa un salto fortissimo, è la parte più potente che ci sia nella mente dei ragazzi, ed è alla ricerca continua di emozioni, di divertimento, di piacere, di sensazioni forti. Mentre la parte cognitiva, il cervello che pensa, la materia grigia, la corteccia celebrale rimane ancora profondamente immaturo.

Questo significa che lasciati a loro stessi i preadolescenti avranno una programmazione dettata dalle priorità che gli suggerisce la parte emotiva del cervello. Di qua la difficoltà dei ragazzi ad autolimitarsi ed autoregolarsi, interrompendo spontaneamente situazioni in cui stano bene, in cui si divertono (uso dello smartphone, della playstation, della tv), anche perché la parte emotiva ha difficoltà a percepire il trascorrere del tempo.

Le neuroscienze dicono quindi che c’è una motivazione neurobiologica per cui i nostri figli (11-15 anni) quando entrano precocemente in una vita 2.0 si trovano poi più predisposti a rimanere agganciati a quella vita “virtuale”, in cui vi è (e proprio perché vi è) una iperattivazione di quella parte di cervello emotiva già di per sè iperattiva.

Il rischio per i ragazzi di restare troppo nella vita online è che, al contrario, quella parte del cervello che è ipoattiva (la parte cognitiva) rimanga tale e non venga adeguatamente sviluppata, mentre, soprattutto a questa età, ha una grande necessità di essere allenata. Il cervello cognitivo è infatti come un “muscolo” che va allenato e che solo se viene adeguatamente stimolato può svilupparsi bene. Tuttavia l’habitat ideale per allenare questo “muscolo”, sostengono i neuroscienziati, non è l’online, ma è la vita reale. E’ quindi necessario che i nostri ragazzi facciano un intenso lavoro nella vita reale per permettere al cervello cognitivo di costruite quelle impalcature neuronali che li aiuteranno, crescendo, a rimanere dentro esperienze cognitive di una certa intensità e impegnatività. E’ la parte cognitiva, infatti, che controlla la soluzione dei problemi, l’empatia, le competenze comunicative, la capacità di autoregolazione emotiva (ovvero la capacità di tenere sotto controllo le proprie emozioni).

Per quanto sopra esposto, andando decisamente “controcorrente” e rifiutando una prassi ormai largamente diffusa e data per scontata, il dott. Pellai ha consigliato l’uso dello smartphone non prima dei 13 anni (fine della scuola secondaria di primo grado). Non avendo prima, generalmente, i ragazzi una adeguata capacità di gestione di uno strumento così “potente”.

Al di là dell’età di consegna dello smartphone, il dott. Pellai ha sottolineato l’importanza che dietro tale “passaggio” vi sia comunque un progetto educativo dei genitori sul ragazzo e un attento e costante controllo della “vita social” del medesimo. Troppo spesso infatti, ha sottolineato il relatore, i ragazzi sono “orfani” nella loro vita social, ovvero privi di genitori che la controllino e accompagnino i figli nella “navigazione” e nelle sue insidie.

Sia con riferimento allo smartphone che all’utilizzo di altri strumenti che nel preadolesecente esercitano una attrazione potentissima (computer, playstation), il dott. Pellai ha sottolineato l’importanza di siglare un vero e proprio patto scritto con il proprio figlio, indicante le modalità e i tempi di utilizzo dello strumento (ha rivelato che lui stesso in casa sua sul frigorifero ha numerose copie di questi ”contratti” sottoscritti con i propri figli). Patto con cui vengano definite regole, indicando chiaramente ciò che ci aspettiamo che il ragazzo faccia o non faccia con lo strumento e i limiti del suo utilizzo (ad esempio al mattino lo smartphone lo si usa quando si esce di casa e non prima, mentre alla sera lo smartphone non entra in camera da letto del ragazzo). Patto che costituisce un importante strumento di responsabilizzazione del giovane per richiamarlo al rispetto degli impegni presi.

Il Pellai “padre” nel proprio intervento ha da ultimo, invitato i genitori ad una intensa dinamicità relazionale con i propri figli preadolescenti: l’importanza ancora del giocare insieme a loro, un giocare insieme che a questa età i ragazzi ancora apprezzano molto (soprattutto giochi di “sfida” quali giochi di società, carte, sport, ecc.). Ha inoltre evidenziato l’importanza dell’aiutare il ragazzo a costruire relazioni significative con i propri coetanei, il che comporta un investimento di tempo ed energie da parte dei genitori: disponibilità ad accogliere amici in casa propria, anche a mangiare o dormire, accompagnare a casa di amici, ecc.

Con cortesia ed empatia, ma fermezza, il dott. Pellai ha richiamato dunque i genitori alla centralità fondamentale del loro ruolo, alla necessità che gli stessi “lavorino” molto sul progetto educativo dei propri figli non lasciandoli soli nella gestione dei propri strumenti tecnologici e nell’allenamento del proprio cervello cognitivo, che tanta parte avrà in quella crescita serena ed equilibrata che tutti ci auguriamo per loro.

 

Diego Arneodo

 
Incontri di preghiera PDF Stampa E-mail
Scritto da Gruppo preghiera   

 

Noi crediamo
che la preghiera non è tutto,
ma che tutto deve cominciare dalla preghiera.

 

Noi crediamo
che impara a pregare
soprattutto chi impara a tacere davanti a Dio.

 

Noi crediamo
che tutti i giorni dobbiamo chiedere al Signore
il dono della preghiera.

 

Noi crediamo
che chi impara a pregare
impara a vivere.

 

SENZA STANCARSI

 

In ascolto della Parola, nel silenzio

Per chi vuole, ogni mercoledì dalle 19.15 alle 19.45, in cappella

 

 

 

 
CARITAS PARROCCHIALE PDF Stampa E-mail
Scritto da GRUPPO CARITAS   

Il Gruppo Caritas Parrocchiale nell'intento di volere fare partecipe la comunità parrocchiale alla propria attività assistenziale, rende noto il proprio bilancio economico per l'anno 2017:

ENTRATE

rimanenza di cassa  fine 2016           euro    280,00

offerte parrocchiani                        euro  2.495,00

raccolta Domenica delle Palme          euro  3.887,00

TOTALE                                        euro 6.662,00

 

USCITE

acquisto generi alimentari per pacchi   viveri           euro  2.727,00

contributi economici a persone/famiglie bisognose   euro  3.580,00

TOTALE euro 6.317,00

RIMANENZA DI CASSA AL 31.12.2017             euro     345,00

 
Un sito perchè... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

PERCHE' UN SITO?

Si è voluto realizzare il sito perchè ci si è resi conto che in una parrocchia così vasta e popolosa ( la più popolosa della Diocesi) mancava  un mezzo efficace per riuscire a comunicare potenzialmente con tutti.

Esistono il passaparola e gli avvisi stampati sui foglietti, ma raggiungono solo chi partecipa alle celebrazioni o agli incontri.

Esiste fin dagli albori della parrocchia il bollettino informativo "Nuova Comunità" che raggiunge tutte le famiglie grazie alla distribuzione porta a porta ad  opera di volontari ma esce  una o due volte all'anno e non può essere quindi tempestivo e puntuale.

Il sito Internet è invece accessibile a tutti coloro che possiedono un computer ed una connessione al web.

Il rischio è che  molti anziani non avvezzi all'uso del computer possano sentirsi  tagliati fuori,  ma ricodiamo che il sito non sarà comunque l'unica fonte di comunicazione, resteranno le altre che ci sforzeremo di mantenere e migliorare.

Ci sembrava però gusto essere presenti con uno altro strumento che di fatto può raggiungere chiunque anche chi normalmente non frequenti ma voglia informazioni o,a nche  solo per curiosità, si chieda cosa succede in Parrocchia.

 

SCOPI DEL SITO

Primo scopo del sito è dunque quello di essere strumento di informazione per TUTTI partecipi o meno della vita della comunità, in ossequio alla missione della Chiesa di raggiungere tutti col proprio messaggio di salvezza.

 
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